La Montagna Pistoiese
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Veduta (Foto Ruffo)

Palazzo Pretorio o dei Capitani della Montagna a Cutigliano
Il Palazzo Pretorio

Il palazzo di Cutigliano è la sola delle tre residenze dei Capitani della Montagna ad essere sopravvissuta fino ai giorni nostri. Situato nel nucleo più antico del borgo, si affaccia su una piazzetta che racchiude un complesso monumentale tra i più interessanti della Montagna Pistoiese. Del più antico palazzo, fatto erigere negli ultimi decenni del XIV secolo, oggi non rimangono tracce poiché quello attuale mostra forme quattro-cinquecentesche che, nella composizione della facciata scandita dalle quattro finestre archivoltate, rievocano l'architettura fiorentina. Le altre aperture, eccettuato il portone d'ingresso, sono frutto di interventi ancora più tardi. La compatta e massiccia mole del palazzo è arricchita da numerosi stemmi in pietra e in terracotta policroma, che i vari Capitani lasciarono a ricordo del loro mandato. Le insegne araldiche, fra le quali una dipinta, Costituiscono la vera particolarità dell'edificio e la loro significativa presenza prosegue anche nell'atrio d'ingresso e sul fianco sinistro.

Se ne contano circa novantacinque, sono databili ad un periodo che va dal 1446 al 1742 e fra quelle di terracotta invetriata alcune sono di manifattura robbiana. Fra tutte si impone il grande stemma mediceo sormontato da chiavi e tiara pontificia, collocato al di sopra del portone d'ingresso. Posto in opera nel 1516 dal Capitano Giovan Battista Lippi, la cui insegna è visibile in basso a sinistra, dovette all'epoca manifestare l'assoluta fedeltà del Capitano nei confronti di Giovanni dei Medici, che nel 1513 era stato eletto Papa con il nome di Leone X. Il ben proporzionato spazio antistante il palazzo è caratterizzato dalla fontana quattrocentesca con vasca e da una colonna con il marzocco, simbolo della Repubblica Fiorentina (in copia). L'arredo originale, databile al XV secolo, si conserva invece al di sotto della loggia quattrocentesca che, aperta sui due lati, conclude l'equilibrata armonia di questa parte del paese. Qui si rogavano gli atti notarili e il Capitano amministrava la giustizia su un banco in pietra, che si trova ora nell'atrio del Palazzo dei Capitani. Sulla parete di fondo, dentro un'edicola, si conserva un affresco con la Madonna e il Bambino, datato 1577.

Piazza Catilina a Cutigliano
Piazza Catilina a Cutigliano

Piazza ampia e aperta, arricchita dalla presenza di una bella fontana in pietra di età medicea con stemmi gentilizi, è dominata dalla mole del settecentesco Palazzo Niccolai Lazzerini, di sobrie ed eleganti proporzioni. Dalla piazza sale la strada che attraversa tutto l'antico borgo, rallegrata da tabernacoli e dipinti murali di carattere devozionale.



Chiesa della Madonna di Piazza a Cutigliano
Chiesa della Madonna di Piazza

La chiesa, ubicata a fianco del palazzo del Comune, mostra una facciata in pietra con facciale e rosone di età rinascimentale. All'interno è custodito un importante arredo in terracotta invetriata policroma raffigurante una tenera immagine della Madonna con il Bambino tra i santi Antonio Abate e Bernardino da Siena. L'opera è attribuita a Benedetto Buglioni (Firenze 1460-1521), allievo dei Della Robbia e molto attivo nella Montagna Pistoiese


Chiesa di San Bartolomeo a Cutigliano
Chiesa di S. Bartolomeo

La chiesa, sorta in età medioevale al di fuori dell'originario nucleo abitato, è preceduta da un bel viale di abeti. L'edificio, che ha subito continui rifacimenti come testimonia la facciata ottocentesca, fu eretto sulle fondamenta di due preesistenti e più piccoli edifici religiosi. Divenuto pieve autonoma solo nel 1419, la sua storia è rimasta segnata da un episodio di particolare efferatezza risalente al 1537, allorché i Panciatichi, dopo aver sterminato alcuni membri della famiglia Cancellieri che si erano rifugiati al suo interno, diedero alle fiamme il luogo sacro.

In seguito, nel 1774, alcuni movimenti franosi resero necessario il rifacimento della navata destra e nel 1820, per lo stesso motivo, fu abbattuta una campata e venne arretrata la facciata. L'edificio attuale, a tre navate, è il frutto di questi interventi di ricostruzione, ma le opere e gli arredi che ancora oggi vi si conservano documentano con maggiore chiarezza l'importanza della chiesa nella storia della Montagna Pistoiese. A destra dell'ingresso è collocata un'elegante acquasantiera cinquecentesca in marmo finemente scolpito; nella navata sinistra campeggia un pulpito del 1620 in pietra arenaria con lumeggiate a oro e baldacchino ligneo dipinto, copia fedele del pergamo in marmo e pietre dure della cattedrale di Pistoia. Sul lato sinistro del transetto si trova un grandioso altare cinquecentesco in legno dorato con due statue in terracotta raffiguranti la Vergine e l'Angelo Annunziante, che ospita al centro un'interessante raffigurazione della Natività della Vergine, del Fiorentino Nicodemo Ferrucci (Firenze 1574-1650). Nel coro, dietro al settecentesco altare maggiore, sono collocate tre opere che costituiscono un complesso decorativo di primo ordine. La Circoncisione è un dipinto tra i più suggestivi di Giovanni da San Giovanni (San Giovanni Valdarno 1592 - Firenze 1636); sulla parete di fondo una grande tavola centinata che raffigura San Bartolomeo che libera un'ossessa è opera di Sebastiano Vini,  che la dipinse nel 1570 allorché una grande nevicata lo costrinse ad una sosta a Cutigliano. L'altra è una tavola con la Madonna, il Bambino e i santi, che risente del primo manierismo fiorentino e mostra di aderire soprattutto ai modi del pistoiese Fra' Paolino (1490-1547)

 
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